la Disabilità come il Disagio sociale

disuguaglianze naturali e artificiali
lunedì, 19 gennaio 2009

Sessualità senza Amore

La femminilità è il frutto ultimo offerto dalla vita terrena al maschio. Conscia di questa sua impareggiabile Potenza la femmina seleziona il maschio in Amore e lo guida. (Se volete chiamate “partner passiva” la femmina e “partner attivo” il maschio). Così non è per per le disabili (psichiche o mentali) e per le socialmente disagiate (miserrime, di famiglia sconquassata, excarcerate,violentate, abbandonate, ecc.). In queste menti diviene offuscata la vocazione a guidare una coppia, non hanno coscienza del fine della propria impareggiabile Potenza e fanno un uso della propria sessualità “alla cieca” ovvero senza la selezione, non più vissuta come possibile, del maschio.
Invece di incontrare chi le aiuti a riacquistare equilibrio quasi sempre incontrano maschi immaturi che approfittano di cotanta manchevolezza, che pure leggono ma che non si curano di comprendere salvo chiamarla depravazione, e che arrivano a vantarsi ed autostimarsi per averne saputo approfittare.
Non ho studiato tutto ciò, semplicemente lo vivo
postato da Alehandros alle ore 20:23 | link | commenti (5)
categorie: autostima, sessualità, depravazione, vocazione
sabato, 20 dicembre 2008

Diabilità/Disagio & Bugie

Tutti noi, piccoli e grandi, inventiamo una realtà diversa, virtuale, diciamo bugie quando, sembra, non possano essere smentite e ci aiutino a trarci d'impaccio. 

Per i disabili (psichici o mentali) e per i socialmente disagiati (miserrimi, di famiglia sconquassata, excarcerati, violentati, abbandonati, ecc.) l'evento non è così occasionale e il ripetersi non si riduce con l'avanzare dell'età.

Per loro la realtà di non riuscire a competere con gli "abili", la convinzione di non potere recuperare la serenità perduta è così profonda che trovano come unica soluzione il rifugiarsi nella realtà virtuale delle bugie.

Quando percepiamo non sincero un disabile/disagiato teniamo conto di questo suo limite, non è specificatamente contro di noi che alza le difese ma contro una società che non gli concede spazi dignitosi.

Non ho studiato tutto ciò, semplicemente lo vivo.

postato da Alehandros alle ore 09:29 | link | commenti (12)
categorie: bugie
sabato, 13 dicembre 2008

Che senso ha il Tempo se sei disabile o disagiato?

Scrivi la descrizione di un evento e rileggilo dopo mesi o anni, se lo ricordi così come è scritto vuol dire che fa ancora parte del tuo Tempo Presente, se lo ricordi mitizzato ovvero non più come è scritto è divenuto tuo Tempo Passato. Il  Tempo Futuro, infine, ti permette di organizzare,  affrontare al meglio ciò che accadrà.

Per i disabili (psichici o mentali) e per i socialmente disagiati (miserrimi, di famiglia sconquassata, excarcerati, violentati, abbandonati, ecc.) tutto questo non è verità. Per essi il Tempo Passato ed il Tempo Futuro si accorciano tanto più quanto più è grave il loro disagio/disabilità fino a scomparire del tutto. Per loro, nei casi più gravi pur autosufficienti, esiste solo ed esclusivamente il Tempo Presente esattamente come per i neonati. Solo giunti davanti alla porta e una volta fermi cercheranno in tasca le chiavi per aprirla, per un appuntamento usciranno di casa all'ora stessa dell'appuntamento senza considerare i tempi di percorrenza.

Questo è un punto di contatto, di "eguaglianza" che mi sembra di aver colto tra persone con disabilità (disuguaglianza naturale) e persone disagiate (disuguaglianza artificiale). Cosa ne pensate? Voi ne avete colto delle altre?

Non ho studiato tutto ciò, semplicemente lo vivo

postato da Alehandros alle ore 18:51 | link | commenti (2)
categorie: tempo, disabile, disagiato

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